mercoledì 14 novembre 2007
Pronti
Pronti ancora una volta a partire. Valigie impacchettate e lasciate in custodia al simpatico indiano Kush, trolley stracarico, costume e asciugamano trepidanti. Stasera il party post esami, domani un pò di spiaggia a Melbourne e poi via... Per tre settimane non ci sentiremo, stateci bene e non vi affannate che mica possiamo passare l'estate a preoccuparci per voi.
martedì 13 novembre 2007
Mexes simbolo dell'Italia che non va
Quando partii dall'Italia sapevo che sarei andato a vivere in un Paese diverso dal mio per tradizioni, cibo, clima, customi, ecc.. Il bello dell'Erasmus è anche questo: conoscere stili di vita diversi dal tuo e vivere in modo diverso da quanto fatto in Italia.
Appena arrivato mi sono reso conto che sarebbe stato difficile abituarsi a cenare alle sei di sera (e infatti non l'ho mai fatto); ma almeno ho smesso di scandalizzarmi dopo due settimane e capisco che sti svedesi mangiano così presto perchè alle nove fa un freddo boia ed è impossibile respirare all'aria aperta. Capisco anche perchè a questi svedesi piacciono tanto le salsine bianche da buttare sopra qualsiasi pietanza o vivanda: non ci crescono gli ulivi quassù!
E allora avvisate Mexes che ogni tanto non bisogna per forza dimostrare la nostra italiana superiorità attraverso pasta al pomodoro. Ogni tanto proviamo a superare l'inettitudine tipica di noi italiani incapaci di staccarsi da mamma, pallone e pastasciutta.
Il fido Mexes mi mangia la pasta due volte il giorno, condita in maniera indecente... io provo a persuaderlo che è male, che il suo fisico ne potrebbe risentire, ma lui non mi ascolta!
Va bene che la vita e i carboidrati sono suoi, ma insomma... a tutto c'è un limite, anche alle cazzate, ragion per cui mi cheto.
ps: l'intenzione era di fare un post ironico, ma non mi è venuto granchè. mexes, ti voglio bene si fa pe' ruzzare.
Appena arrivato mi sono reso conto che sarebbe stato difficile abituarsi a cenare alle sei di sera (e infatti non l'ho mai fatto); ma almeno ho smesso di scandalizzarmi dopo due settimane e capisco che sti svedesi mangiano così presto perchè alle nove fa un freddo boia ed è impossibile respirare all'aria aperta. Capisco anche perchè a questi svedesi piacciono tanto le salsine bianche da buttare sopra qualsiasi pietanza o vivanda: non ci crescono gli ulivi quassù!
E allora avvisate Mexes che ogni tanto non bisogna per forza dimostrare la nostra italiana superiorità attraverso pasta al pomodoro. Ogni tanto proviamo a superare l'inettitudine tipica di noi italiani incapaci di staccarsi da mamma, pallone e pastasciutta.
Il fido Mexes mi mangia la pasta due volte il giorno, condita in maniera indecente... io provo a persuaderlo che è male, che il suo fisico ne potrebbe risentire, ma lui non mi ascolta!
Va bene che la vita e i carboidrati sono suoi, ma insomma... a tutto c'è un limite, anche alle cazzate, ragion per cui mi cheto.
ps: l'intenzione era di fare un post ironico, ma non mi è venuto granchè. mexes, ti voglio bene si fa pe' ruzzare.
venerdì 9 novembre 2007
E il 17 si parte
Questo sarà probabilmente il mio ultimo post per novembre e gran parte di dicembre. Il 17 mattina alle 6:30 Australiane è previsto il nostro volo in Tasmania, destinazione Hobart. Il piano prevede 6 giorni sull'isola all'avventura, con maxivan da 12 già noleggiato e un'idea neanche tanto vaga dei luoghi da visitare. La compagnia è grossomodoo quella dell'altra volta con l'eccezione che lo spagnolo Alfonso è stato sostituito dall'israeliano Nir, per il resto tutti quelli che avete già visto nelle foto e che costituiscono il nucleo di amicizie dei nostri 4 mesi qui. Dalla Tasmania si vola poi verso la barriera corallina e il complesso di isolette Whitsundays dove passeremo 2 giorni su una specie di catamarano con 25 persone, scendendo random su qualcuna di queste e facendo snorkling! Da li scendiamo lungo la capricorn e sunshine coast con una mezza idea di passare un paio di giorni in qualche parco dotato di foresta tropicale :P. L'avventura finirà verso il 7-8 dicembre con rientro a Melbourne dove riprendiamo i bagagli e voliamo a Sydney per un mese in città aspettando il natale sulla spiaggia e il capodanno al Luna Park sul molo.
Come vi avevo promesso ecco le foto degli esami, in particolare quello di professional service marketing, che ha visto una maratona di studio di 3 giorni finire con una probabile P e calcio in culo tanto per eliminare il debito formativo. E martedì ultima fatica con International Marketing!
lunedì 5 novembre 2007
Compulsory or not compulsory
Settimana di esami e di grandi dubbi tautologici attorno al significato della parola compulsory. Ognuno dei nostri esami comprende almeno una o due di queste domande, più un numero fisso da scegliere tra diverse domande proposte. Confidenti del fatto che la parola avesse solo l'accezione di "senza opzioni, vincolati nella domanda da affrontare" ci eravamo messi di buona lena a studiare consapevoli che male che andasse almeno un 3 domande su 5 le si sarebbe fatte e quindi con alte probabilità di passare l'esame. Senonchè, a 2 giorni dall'esame un dubbio inizia a pervaderci quando ci accorgiamo che vicino a compusory question compare un pò troppo spesso il verbo MUST. Da una prima indagine viene fuori che la domanda deve essere risposta pena l'invalidazione dell'intero compito. Segue una giornata di palpitazioni a mille e profondo sconforto, visto che il primo degli esami (lunedì- Economic Development of East Asia) comprende ben due di queste famigerate domande. Ci rechiamo al posto dell'esame: Caufield Racecourse. La location sarebbe piaciuta al Fabbrini visto che trattasi della sala scommesse dell'ippodromo (un pò tipo il sabato alle Cascine), dove si respira un'aria assurda, migliaia di persone in attesa di sostenere i più svariati esami (tutti nelle stesse immense sale), decine e decine di file di banchi perfettamente allineati ognuno con il proprio numero che corrisponde alla persona e la voce dall'altoparlante che spiega regole degli esami e tempistiche. Venerdì se riesco vi faccio un paio di foto perchè è una cosa assolutamente da vedere. Finito l'esame, scoraggiati perchè una delle compulsory non la sapevamo inizia il siparietto di me che mi dispero e il Cirko (da buon ottimista Bolzanino che sa che prima o poi i sussidi dalle Marche arrivano) che cerca di rincuorarmi spiegando che probabilmente abbiamo capito male. Segue un pomeriggio drammatico al lavoro, con la testa che ripercorre l'esame e l'immagine di mia madre il cui labiale dice "ma come è possibile non avevi studiato? Ecco vedi cosa succede a trovare lavoro quando invece dovresti studiare?" e mio padre che taglia i fondi, e prosegue ancora peggio visto che tornando a casa dopo un ora di straordinario non trovo più il bus e spendo anche 10$ di 13-cabs....Alla fine però come in ogni avventura che si rispetti trionfano i buoni e la parola compulsory torna ad avere il significato originario...
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