lunedì 9 luglio 2007

Eccoci...

eccoci pronti a raccontare questi primi 3 giorni a Melbourne.

CAP1. IL VIAGGIO
Sembrava a tutti o quasi il maggiore scoglio visto dalla prospettiva italiana. Possiamo dire che è andato tutto ogni più rosea aspettativa, l'aereo non è caduto (meglio gli aerei non sono caduti), niente turbolenze eccessive nè tempeste di sorta, cibo ottimo servitoci dagli Emiri Volanti e qualche pisolino schiacciato tra Xmen1 e 2 e le procedure di atterraggio e decollo. Per onor di cronaca ecco una foto del vostro all'aereoporto di Dubai...Una volta atterrati a Melbourne, 5 erano le nostre priorità:
-Sperare che col visto non ci fossero problemi
-Sperare di recuperare i bagagli
-Sperare nell'autista per il campus
-Sperare in una stanza
-Iniziare a parlare Inglese (assimilabile agli altri 4 punti)

Per fortuna solo il punto tre ci ha riservato qualche attimo di preoccupazione perchè dalla facoltà avevano dimenticato di mandare l'autista ed è stato un puro caso (o un altro termine che inizia per C) che ce n'era uno all'aereoporto con tanto di cartelletta perfettamente riconoscibile, lì per un gruppo di francesi diretti alla sede distaccata in centro. Questo capitolo si conclude con i Vostri ottimisti dopo essere riusciti ad ottenere (sbiascicando qualcosa di simile all'inglese) che il custode Eddie, di cui a breve pubblicheremo un foto, aprisse loro le stanze per il meritato riposo dopo ben (almeno per me che ne ho dormite 6 in aereo ma nessuna prima di partire) 48 ore di veglia.

CAP 2 I PRIMI GIORNI
I primi giorni sono stati qualcosa di indefinibile. Il Jetlag devastante ci ha imposto un rigido regime di sonno (circa 10-15 ore) per questi primi giorni e un certo appannamento mentale che ha reso ancor più difficile riuscire a parlare in un inglese comprensibile. Si perchè gli australiani sono talmente messi giù nel mappamondo che gli unici che arrivano qua sono americani, inglesi, malesi e cinesi (più chiaramente io e Mirko) ovvero etnie (tolti i cinesi con cui ce la battiamo) che parlano perfettamente l'inglese e che capiscono lo slang molto "you know" e "see ya" degli Aussie (termine che si usa per indicare gli Australiani). Anche il regime alimentare ha dell'irrazionale, pranzo a casaccio in uno qualsiasi dei migliaia di fast-food (ce ne sono 3 in facoltà) che ne hanno per ogni tipo od etnia, cena rigorosamente tra le 6 (se non prima) e le 7:30, colazione non pervenuta per evidenti e già citati limiti da jetlag. In compenso sono persone squisite, anche se hanno difficoltà a capirti una volta compreso che sei nella merda fanno il possibile per aiutarti, dovesse anche costargli, come nel caso dell'autista all'aereoporto, allungare la strada di quasi 40 km alle 4 di notte. Per ora è tutto, a presto fellows!

4 commenti:

Enr ha detto...

Già vi invidio!!!
Cmq complimenti al sultano del Brunei che nella foto compare a fianco del mitico Mel.
Bona
Gavil

Mexes ha detto...

ragazzi!! siete dei grandi, vi dovete fomentare molto di piu!! l universita com e?? in due capitoli nn vi ho ancora sentito parlare di donne... aggiornateci!!!

zellon3 ha detto...

tranquilli, siamo qui da 5 giorni scarsi e la facoltà è semideserta per via delle vacanze...per domenica avrete un succulento riepilogo

zazà ha detto...

eh oh!!!...oh fave..cazzo come vorrei venire a trovarvi!!poi mio fratello c'è stato per sei mesi e mi ha detto che è fantastico...ma..va bè un si pole(eh..oh!)!!!..davvero cinque giorni e ancora niente donne..neanche di sfuggita, in cartolina..su playboy???..niente??..bè vi saluto e torno a studiare per il burro..ciao ciao gobbacci